• Benedetta

Abbronzarsi con rispetto

Aggiornato il: apr 4

All'inizio della mia ricerca verso una crema solare più sostenibile e rispettosa delle acque in cui mi sarei immersa quest'estate (fiume, lago o mare che sia), mi sono imbattuta in diverse classifiche delle "Top 10 Suncreens 2019": ho scoperto diverse linee, spesso made USA, pensate per gli amanti degli sport acquatici, ma mi sono anche sdegnata nel visualizzare una classifica svizzera delle migliori creme del 2019 senza nemmeno una proposta più ecologica delle 7 (su 10) creme NIVEA consigliate. Che tristezza...


Ma partiamo dalle origini.

Casualmente navigando in rete, mi sono imbattuta in questa news riguardante le Hawaii e la recente legge che, a partire dal 2021, vieterà la vendita di creme solare contenenti oxybenzone e octinoxate, tipici ingredienti contro i raggi UV che però minacciano la vita dei coralli. Ovviamente, ci sono anche opinioni contrarie a questo divieto, in quanto pare fondato su una sola ricerca scientifica.

Tuttavia questa notizia mi è bastata per cominciare a guardarmi attorno (partendo dalla rete digitale fino agli scaffali di supermercati e negozi) alla ricerca di creme solari più ecologiche, possibilmente prive di ingredienti dannosi non solo per le barriere coralline, ma più in generale per gli ecosistemi acquatici (salati e dolci) e per la nostra stessa salute.


Dunque, che criteri ho preso in esame per scegliere quale crema solare comprare?


INGREDIENTI (dentro e fuori)

Ovviamente stiamo parlando di creme ecologiche, amiche dell'ambiente, quindi cerchiamo un INCI verde: meglio filtri fisici come l'ossido di zinco e il biossido di titanio, invece che filtri chimici. No a parabeni, siliconi, coloranti o profumi che non siano naturali, meglio quindi arricchiti da oli essenziali.

Però se tutto questo ben di Dio viene poi imballato in una sgargiante confezione di plastica sarebbe un peccato, non trovate? Io l'ho pensata così, quindi mi sono interessata a quei marchi che abbracciano l'utilizzo di plastica riciclata, della canna da zucchero o di confezioni in alluminio.


PROVENIENZA

La scelta è più ampia di quello che ci si aspetti, ma non appena deciderete di andare per le prime creme Reef-Safe e biodegradabili, vi scontrerete con un altro ostacolo: la spedizione.

Infatti molte delle aziende che creano questi prodotti si trovano oltreoceano. Certo, oggigiorno tutti noi compriamo online, ma questo significa spesso farci arrivare merce via aerea e sappiamo ormai tutti come questo mezzo di trasporto sia inquinante. Nel caso delle creme solari ecologiche ho cercato quindi una soluzione più a portata di mano: trovare rivenditori fisici nella mia città (n.d.r. Zurigo) o aspettare che un conoscente si trovasse all'estero per chiedere un piccolo souvenir.


Tutto qua. "Solo due criteri?" vi starete chiedendo. E il prezzo? Beh, non troverete mai una crema solare amica dell'ambiente, della vostra pelle, vicina a casa, che vi ama (scherzo) al prezzo Nivea. Questo era ovvio. E se non lo era, lo si poteva percepire. Tuttavia credo che sia necessario, DOVEROSO, per chi si può permettere una crema 2 o 3 volte più costosa delle classiche da supermercato di fare una scelta differente.

Stiamo parlando pur sempre del nostro futuro: sì salute, sì pianeta. In fondo sono due cose molte legate, non trovate?

Inoltre, quanto vi dura in media una crema solare? Non so a voi, ma a me almeno due stagioni (usandola in due persone). Mi compro 2 magliette in meno da Zara o H&M (vi ho detto che sono almeno 6 mesi che non compro nuovi vestiti o scarpe?) e ho già coperto la differenza di costo tra una crema solare Nivea style e una che vuole bene al nostro futuro.


Ma quindi quale crema solare hai comprato alla fine?


La mia scelta è ricaduta sulla BIOTHERM e la sua linea Waterlover, già lanciata nel 2017.

Le linee BIOTHERM sono facilmente reperibili, dalle profumerie più esclusive ai negozio Sephora, che ormai sono presenti in tutte le principali città italiane. Io ho optato per il nuovo SUN MIST SPF 30 che, oltre ad avere una formulazione al 79% biodegradabile (se includiamo il sistema filtrante UV, al 99% biodegradabile se escluso), si presenta in una confezione al 100% reciclata e reciclabile. Prezzo: 47,90 chf (più o meno 44€).

Lo ripeto nuovamente: sono conscia che spendere 44€ per una crema abbronzante possa apparire eccessivo, ma io vedo questo gesto molto chiaramente.

Spendo di più per un prodotto migliore, che comunque dura almeno 2-3 stagioni (in due persone), e rinuncio all'ennesima maglietta o rossetto di cui molto probabilmente abbiamo già armadi e cassetti del bagno pieni. No?


Come sempre aspetto le vostre opinioni a riguardo, ma anche consigli nel caso in cui abbiate già sperimentato creme solari ecologiche e vogliate condividere la vostra esperienza!

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